Come gestire le presenze di una squadra giovanile senza impazzire su WhatsApp
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Martedì, ore 16. L'allenamento è alle 18 e nel gruppo WhatsApp della squadra ci sono undici risposte su ventidue. Tre dicono «ci sono», due «non ci sono», uno ha mandato un pollice, gli altri hanno scritto del compito di matematica. Gli undici che mancano non si sa. Tu devi decidere se preparare un lavoro a gruppi da quattro o da tre, e se i portieri ci sono tutti e due.
Chi allena una squadra giovanile conosce questo pomeriggio a memoria. Il problema non è la maleducazione dei ragazzi: è che il gruppo WhatsApp serve a parlare, e le presenze sono un'altra cosa. Sono numeri, e i numeri in una chat si perdono.
Come si fa di solito
Le strade sono tre, e quasi tutti ne usano un pezzo di ognuna.
Il messaggio nel gruppo: «chi c'è martedì?». Rispondono in ordine sparso, fra un meme e una domanda sull'orario, e per sapere il conto bisogna scorrere e contare a mano.
Il sondaggio di WhatsApp: più ordinato, ma dice solo chi ha cliccato. Chi non ha cliccato potrebbe venire, o no, o non aver visto il messaggio.
Il quaderno o il foglio Excel: l'appello fatto a bordo campo, con la penna. Funziona finché qualcuno lo ricopia. Di solito nessuno lo ricopia, e a dicembre non si sa più chi ha saltato cosa.
Dove va storto
Il punto debole è sempre lo stesso: quello che il ragazzo ha detto e quello che è successo in campo finiscono nello stesso posto, oppure da nessuna parte.
Un ragazzo scrive «ci sono» e non arriva. Un altro non risponde mai ma si presenta tutte le volte. Un terzo avvisa sempre quando manca. Sul quaderno sono tre assenze e presenze uguali alle altre, ma sono tre comportamenti diversissimi, e sono proprio quelli che un allenatore vuole capire.
Poi ci sono i numeri di fine anno. La società chiede la percentuale di presenza, un genitore chiede perché il figlio gioca poco, e la risposta onesta è «non lo so di preciso». Non perché non te ne importi: perché il dato non è mai stato scritto da nessuna parte.
Come si fa con Final Third
L'idea è semplice: il gruppo WhatsApp resta il posto dove si parla, e le risposte vanno in un posto dove diventano numeri.
1. Il ragazzo risponde da solo, senza account
Ogni appuntamento ha la sua pagina. Il link lo mandi nel gruppo come faresti con qualunque messaggio; il ragazzo, o il genitore, lo apre e tocca «ci sono» o «non ci sono». Se non c'è può scrivere il motivo: scuola, infortunio, un impegno.
Nessuno deve registrarsi, né i ragazzi né le famiglie: niente email, niente password. Con venticinque famiglie è l'unico modo perché la cosa parta davvero. Il telefono si collega una volta sola e da lì la pagina lo riconosce.
Quello che vede il ragazzo: i suoi appuntamenti, e per ognuno «Ci sei?»
Per far collegare i telefoni c'è anche un codice QR della squadra da stampare: lo tiri fuori a fine allenamento e chi non si è ancora iscritto lo inquadra lì, senza spiegazioni a voce in mezzo allo spogliatoio.
2. Sai chi manca, e glielo chiedi con un tocco
Sul telefono vedi per ogni appuntamento quanti ci sono, quanti no e quanti non hanno ancora risposto. Il giorno prima tocchi «Sollecita chi manca»: ti ritrovi il messaggio già scritto, da incollare nel gruppo, con il link che porta dritto alla risposta. Come si scrive un sollecito che funziona, e come si convoca dal telefono, è in i ragazzi non rispondono nel gruppo?.
C'è anche l'elenco di chi non ha ancora collegato il telefono, separato da chi ha chiesto di collegarsi e aspetta il tuo sì. Serve a una cosa precisa: chi non ha l'app non risponde mai, e senza questo elenco sembra un ragazzo che non avvisa quando invece la domanda non gli è mai arrivata. Nella prima squadra che ha usato le presenze, a fine agosto, era così per circa la metà della rosa: all'inizio è normale.
E chi l'app non ce l'ha? Risponde a te su WhatsApp, come sempre. Tu segni «ha detto» al posto suo, e nel conto vale come se avesse risposto lui.
3. L'appello si fa a bordo campo, dal telefono
Il giorno dell'allenamento apri l'appello sul telefono e tocchi «Presente» man mano che arrivano. Accanto a ogni nome c'è scritto cosa aveva detto: «aveva detto che c'era», «non aveva risposto», «aveva detto di no: scuola». Chi aveva promesso di esserci e non è ancora arrivato resta evidenziato, così a fine riscaldamento vedi in due secondi chi manca fra quelli attesi.
L'appello a bordo campo. In giallo chi aveva detto che c'era e non è ancora stato spuntato
Alla fine chiudi l'appello. Se lo chiudi quando hai spuntato meno di metà squadra, l'app ti chiede se sei sicuro: una chiusura fatta col telefono in tasca scriverebbe venti assenze in un colpo. E se un appello resta aperto e dimenticato, te lo ricorda il giorno dopo.
4. Il registro separa quello che hanno detto da quello che hanno fatto
È la parte che sul quaderno non si può fare. Il registro della stagione, oltre a presenze, assenze e percentuale, ha tre colonne:
Colonna
Vuol dire
Promesso e non venuto
aveva detto sì e non si è presentato
Sparito
non aveva risposto e non si è presentato
Venuto senza dirlo
si è presentato senza aver risposto
La prima è quella che conta davvero. La terza non è una colpa: spiega perché in campo a volte sono più di quelli che avevano risposto.
Il registro ordinato su «promesso e non venuto»: in cima chi ha detto sì e poi non è arrivato
Cosa serve per partire
La rosa: bastano i nomi. Si può incollare da un elenco o caricare da un foglio Excel. Se aggiungi la scadenza della visita medica, il programma ti avvisa prima che scada: ne parliamo in certificato medico sportivo scaduto.
Gli appuntamenti: allenamenti ricorrenti, così il martedì e il giovedì si creano una volta sola per tutta la stagione. Le partite si possono prendere dal calendario della federazione.
Il link nel gruppo: lo stesso per tutta la squadra.
Il primo giorno ci vuole mezz'ora, soprattutto per la rosa. Dalla settimana dopo il giro è sempre lo stesso: link nel gruppo, un sollecito il giorno prima a chi manca, appello in campo.
Se le risposte arrivano fino all'ultimo minuto, si può fissare un termine per rispondere. E per le partite, le presenze finiscono sul foglio di gara: come non lasciare fuori nessuno è in distinta di gara dal telefono.
In breve
Il gruppo WhatsApp non va sostituito: va alleggerito. Le chiacchiere restano lì, le risposte vanno in un posto dove si contano da sole. Così il martedì alle 16 sai quanti ne avrai, e a fine stagione hai numeri veri da mostrare a società e famiglie.
Trenta partite da ricopiare a mano dal PDF della federazione, e poi i rinvii che nessuno nota. Come importare il calendario in un colpo e accorgersi dei cambi.
La data di scadenza della visita medica c'è, ma nessuno la guarda finché il ragazzo è già in campo. Come farsi avvisare in tempo, per tutta la squadra.