Su cosa ha lavorato ogni ragazzo: la scheda individuale che si compila da sola

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Colloquio di metà stagione con una famiglia. «Su cosa sta lavorando nostro figlio?» La risposta arriva a memoria: «Abbiamo fatto tanto possesso, un po' di transizioni…». È vera, ma è la stessa per tutti i ragazzi della squadra. E non tiene conto che lui a ottobre è mancato tre settimane.

Perché la scheda individuale non la compila nessuno

Tenere per ogni ragazzo un diario di quello che ha allenato è una di quelle cose che tutti trovano giuste e nessuno fa. Venti ragazzi, due o tre allenamenti a settimana: vorrebbe dire scrivere sessanta righe a settimana, a mano.

Eppure i pezzi ci sono già. L'allenatore sa cosa ha fatto quella sera, perché ha preparato la seduta. E sa chi c'era, perché ha fatto l'appello. Manca solo chi li mette insieme.

Si mette insieme da sola

In Final Third, quando la seduta è attaccata all'allenamento e l'appello viene chiuso, resta scritto cosa si è fatto quella sera: gli esercizi, i minuti e i principi su cui lavorava ognuno. Chi era presente ha lavorato su quei principi per quei minuti; chi era assente no.

Nella scheda del ragazzo, alla voce Allenamenti, compare il riquadro «Allenato». Si guarda la stagione, gli ultimi 30 giorni, oppure un periodo scelto con due date.

Il riquadro «Allenato» nella scheda del ragazzo: 7 presenze su 9, 382 minuti allenati, 6 serate misurate, e l'elenco dei principi con i minuti: Scaglionamento offensivo 156′, Verticalità/Profondità 90′, Ampiezza 78′
Per ogni principio i minuti e in quante serate. A destra le serate, una per una

In alto tre numeri:

Sotto, i principi con i minuti e il numero di serate, ordinati per fase di gioco; accanto, le serate una per una. Un esercizio che allena due principi conta per tutti e due: per questo la somma delle barre dà più dei minuti totali, e la pagina lo dice.

Detto chiaro: cosa i numeri non sanno

Quando un dato manca la pagina lo dice, invece di far finta di niente. Se di una serata l'appello non è stato chiuso, non si sa chi c'era e quella serata non si conta. Se all'allenamento non era collegata nessuna seduta, di quella sera non è rimasto scritto su cosa si è lavorato. Un esercizio aggiunto a mano senza principi porta i suoi minuti, ma non entra nel conto dei principi.

E c'è una regola che vale su tutta la pagina: si conta su cosa un ragazzo ha lavorato, non cosa ha imparato. Settanta minuti di smarcamento vogliono dire che ci ha lavorato settanta minuti, non che sa smarcarsi. Non ci sono voti né percentuali di bravura: quella valutazione resta all'occhio dell'allenatore. Ma un principio allenato poco, o mai, è proprio l'informazione che serve per decidere la prossima seduta.

Chi la vede

Il riquadro lo vede lo staff tecnico. Chi in società ha accesso solo all'anagrafica, per esempio la segreteria, apre la scheda del ragazzo ma non vede questa parte. Il ragazzo i numeri non li vede: sul telefono trova invece, per gli allenamenti passati, «Cosa abbiamo fatto», cioè la seduta di quella sera esercizio per esercizio.

Come si tengono le presenze che stanno alla base di tutto questo è raccontato in come gestire le presenze di una squadra giovanile.

In breve

La scheda individuale che nessuno ha tempo di scrivere si scrive da sola, se la seduta è attaccata all'allenamento e l'appello viene chiuso. Per ogni ragazzo resta su cosa ha lavorato e per quanto: non cosa sa fare, ma cosa gli è stato proposto. Da lì si vede anche cosa manca.

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