I ragazzi non rispondono nel gruppo? Convocazioni senza rincorrere nessuno
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Sabato sera. Domani c'è la partita e nel gruppo hai scritto giovedì «chi c'è domenica?». Hanno risposto in quattordici. Degli altri otto, due li hai sentiti a voce, uno ha messo un cuore, cinque niente. Adesso cominciano i messaggi privati, uno per uno, e mezz'ora dopo sei ancora lì.
Perché non rispondono
Spesso non è maleducazione. Le cause, quando le si guarda da vicino, sono quasi sempre tre:
Il messaggio è affogato. In un gruppo di squadra passano decine di messaggi al giorno; la domanda di giovedì sabato è venti schermate più su.
Non sanno di dover rispondere a loro. «Chi c'è?» scritto a tutti è una domanda che nessuno sente come sua.
La domanda non gli è mai arrivata. Il ragazzo è nel gruppo col telefono del genitore, o non ha mai aperto il link per iscriversi: per il sistema che usi, semplicemente non esiste.
Contro le prime due serve una domanda per ogni appuntamento, a cui ognuno risponde per sé. Contro la terza serve sapere chi non è raggiungibile, prima di pensare che non voglia rispondere. È di questo che parla questo articolo; come funziona la risposta dei ragazzi è spiegato in come gestire le presenze di una squadra giovanile.
Chi manca davvero: i telefoni non collegati
In Final Third ogni ragazzo collega il suo telefono alla squadra una volta sola. Nella pagina della rosa c'è un riquadro che dice quanti l'hanno fatto, e separa due casi che sembrano uguali e non lo sono:
chi ha chiesto di entrare e aspetta il tuo sì: non va sollecitato, va confermato (con «Sì, è lui»);
chi non ha ancora fatto niente: è lui che va cercato.
La rosa sul computer: chi aspetta una conferma, chi non ha ancora fatto niente, e il link della squadra
Per quelli che mancano, «Manda l'invito a chi manca» prepara il messaggio con i loro nomi e il link, da incollare nel gruppo. Oppure c'è la strada più corta: il QR della squadra, da stampare e tirare fuori a fine allenamento. Chi non si è ancora iscritto lo inquadra lì, in spogliatoio, senza spiegazioni.
Nella prima squadra che ha usato Final Third, all'inizio circa metà della rosa non aveva ancora collegato il telefono. È normale: la cosa da fare è saperlo, non scoprirlo la domenica mattina.
Il sollecito: un tocco, e il messaggio è già scritto
Il giorno prima, sulla scheda dell'appuntamento, vedi quanti ci sono, quanti no e quanti non hanno ancora risposto. «Sollecita chi manca» prepara un messaggio con la data, i nomi di chi manca (solo nome e iniziale del cognome) e il link per rispondere. Lo apri in WhatsApp o lo copi, e lo incolli nel gruppo.
Il messaggio si legge prima di mandarlo. Parte dal tuo WhatsApp, non da un numero sconosciuto
Due dettagli fanno la differenza. Il primo: i nomi. Un «mancano ancora 7 risposte» non muove nessuno; il proprio nome in una lista sì. Il secondo: il messaggio dice due cose diverse a due pubblici. Chi ha già l'app risponde da lì, dall'icona sulla schermata Home. Chi non ce l'ha parte dal link. Sembra un dettaglio, ma è quello che evita che un ragazzo già collegato apra il link dentro WhatsApp e si ritrovi a dover rifare l'iscrizione.
E chi continua a risponderti in privato? Va bene così: tu segni «ha detto» al posto suo, e nel conto vale come se avesse risposto lui.
Convocare dal telefono, senza scorrere avanti e indietro
Per le partite, dopo le risposte arrivano le convocazioni. Con ventisei ragazzi in rosa, il problema pratico è ricordarsi chi si è già preso. Nella schermata «Convoca» ogni volta che tocchi un nome scende nel gruppo «Convocati»: in alto resta solo chi è ancora da decidere.
Chi convochi scende sotto. La barra colorata a destra dice cosa ha risposto: verde sì, rosso no, giallo niente
Si convoca da tutta la rosa, non solo da chi ha detto sì: la barra colorata sul bordo dice cosa ha risposto ognuno, ma la scelta resta tua. Alla fine puoi avvisare i convocati sul telefono, con una spunta prima di confermare.
Dalle convocazioni nasce il foglio della partita, e lì c'è un'insidia: chi arriva dopo le convocazioni rischia di non comparire. Ne parliamo in distinta di gara dal telefono. E se il problema è che le risposte non si fermano mai, c'è un termine per rispondere.
In breve
Prima di pensare che un ragazzo non voglia rispondere, controlla che la domanda gli sia arrivata. Poi chiedi per nome, con un messaggio già scritto, e convoca da una lista che si ordina da sola. Il sabato sera torna tuo.
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