Giocatore infortunato o arrivato a metà stagione: presenze che non mentono
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Un ragazzo si fa male a fine settembre: un mese fuori. Davanti ha otto allenamenti. O risponde «non ci sono» otto volte, o qualcuno lo toglie dalla rosa. E a dicembre, guardando le presenze, sembra uno che ha saltato un mese.
Un altro arriva a stagione iniziata, svincolato, a metà ottobre. Nel registro risulta assente a tutti gli allenamenti di settembre, quando con la squadra non c'era ancora. La sua percentuale parte bassa per colpa di nessuno.
Perché i numeri mentono
Il conto delle presenze di solito si fa con una domanda sola: è in rosa? Se sì, a ogni allenamento o c'era o era assente.
Ma la domanda giusta è un'altra: in quel giorno, era atteso? Un infortunato non è atteso. Uno che non era ancora arrivato non è atteso. Uno che è andato via a gennaio non è atteso a febbraio, ma le sue presenze di ottobre restano vere.
Togliere un ragazzo dalla rosa risolve il presente e rovina il passato: sparisce anche dalle presenze di quando c'era.
Il fermo: quando un ragazzo è fuori per un po'
In Final Third nella scheda del ragazzo c'è «Fermo»: da quando, fino a quando (se non lo sai lo lasci vuoto) e il motivo. Il motivo si sceglie da un elenco (infortunio, scuola, famiglia, vacanza, altro) e non si scrive mai. Quando torna, un tocco su «È rientrato».
Il motivo è una categoria, mai una diagnosi. Lo vede solo lo staff
Finché è fermo:
non gli si chiede più «ci sei?»: niente promemoria per rispondere e niente nome nei solleciti. Sulla sua pagina gli appuntamenti restano visibili, con una frase neutra al posto dei pulsanti;
all'appello resta nell'elenco, perché se si presenta lo vedi, ma non conta come assente;
il motivo lo vede solo lo staff. Sulla pagina del ragazzo non compare da nessuna parte. Di un minorenne non si registra nessuna diagnosi, solo una categoria.
Il ragazzo vede gli appuntamenti, senza domande e senza spiegazioni
Un ragazzo si può fermare più volte nella stessa stagione, e ogni fermo resta scritto con le sue date.
Da quando a quando è con noi
Nella stessa scheda ci sono due date: in rosa dal e in rosa fino al. Vuote vogliono dire «da sempre» e «c'è ancora», e per quasi tutti restano vuote. Servono per i due casi che rovinano i numeri:
chi arriva a stagione iniziata: gli appuntamenti prima del suo arrivo non gli vengono contati;
chi va via: da quella data non è più atteso, ma le presenze di quando c'era restano nel registro.
Nel registro della stagione lo si vede subito: il ragazzo arrivato a metà settembre ha i suoi appelli, non quelli di tutti; quello fermo non ha le assenze del mese in cui era infortunato.
Ognuno è contato solo per gli appuntamenti in cui era atteso
La domanda giusta non è «è in rosa?», ma «in quel giorno, era atteso?». Con il fermo e le due date della rosa, un infortunio o un arrivo a ottobre non diventano assenze finte, e la percentuale di ognuno racconta quello che è successo davvero.
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